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sabato 3 febbraio 2018

Call Me By Your Name [Film]

Non so da dove iniziare. Il che, come intro, non è il massimo. Ma davvero non lo so. Questo film è talmente bello che, seriamente, non so da dove partire.



domenica 21 agosto 2016

Suicide Squad [Film]

E' da una settimana che sproloquio oralmente su questo film, vediamo cosa salta fuori scrivendo...



Partiamo da un presupposto: avevo delle aspettative altissime su questo film. Intrigata dall'idea di mettere assieme un gruppo di elementi disadattati e pericolosi per salvare il mondo, gasata da i trailer, intrippata per Margot Robbie e la sua Harley Quinn. Quando ho iniziato a leggere le prime recensioni l'hype un po' mi è calato e sono andata a vedere il film un po' titubante...

sabato 21 febbraio 2015

Boyhood [Film]

E siamo giunti al termine di questa maratona di nomination per Best Picture agli Oscar 2015.



venerdì 20 febbraio 2015

Selma [Film]

Penultimo film della lista e fegato così.



The Imitation Game [Film]

Sono ormai a meno due dal traguardo. Sul filo del rasoio, ma ci sono quasi.





mercoledì 18 febbraio 2015

The Grand Budapest Hotel [Film]

Giro di boa. La maratona Oscar sta vedendo l'arrivo.
Devo dire sto rimanendo colpita, non avevo tutto questo hype per i candidati a Best Picture, ma ammetto che mi sto ricredendo, finora i film mi sono piaciuti un po' tutti (parlando in generale).


                 



martedì 17 febbraio 2015

Birdman [Film]

Altro filmettino facile facile da commentare...




lunedì 16 febbraio 2015

American Sniper [Film]


Piccola premessa: per vedere questo film ci ho messo un impegno mostruoso perché non amo particolarmente il genere, dunque apprezzate lo sforzo, soprattutto nel riuscire a rimanere obiettiva nel commento.




lunedì 9 febbraio 2015

Whiplash [Film]

Ed è il turno del secondo film candidato come Best Picture.
Whiplash. Devo ammettere che non sapevo neanche io cosa aspettarmi da questa pellicola e mi ha praticamente stravolta.
Ma parliamone con calma.


                    


giovedì 5 febbraio 2015

La Teoria del Tutto [Film]

E' giunta l'ora anche per l'Awards Season del 2015.
Sono partita andando "sul sicuro."
Un biopic su Stephen Hawking interpretato da Eddie Redmayne.

Se devo essere onesta al 100%, quest'anno nessuno degli otto film in gara mi ha messa in fibrillazione, forse solo The Grand Budapest Hotel mi ha incuriosita quando uscì al cinema. Anche se probabilmente (e lo dico ora che ho appena finito di vedere il primo della lista) quello che mi piacerà di più sarà Selma.

Ma andiamo con ordine e parliamo di Eddie/Stephen.





                    


martedì 22 luglio 2014

Only Lovers Left Alive [Film]

Gente, non ci si crede. Dopo un anno dalla presentazione a Cannes e svariati mesi in ritardo rispetto al resto del mondo, Parma ce l'ha fatta e ha proiettato questo film!
Applausi, standing ovation!


 

I vampiri, i vampiri. Potrei partire in una filippica su queste creature fantastiche. Ma è meglio evitare, soprattutto se i suddetti a cui faccio riferimento sbrilluccicano.

venerdì 11 luglio 2014

Maleficent [Film]

Dai, che forse ce la faccio a finire le recensioni in arretrato prima della fine dell'anno.


Maleficent



                   


Facciamo la solita premessa che non manca mai. Io avevo aspettative altissime da questo film perché Malefica è la mia Disney Villain preferita in assoluto e una dei miei personaggi Disney più amati in generale (al numero 1 c'è Anacleto, che ragazzi miei, non si batte.)


mercoledì 9 luglio 2014

The Normal Heart [Film]

Altro film che è passato quasi un secolo da quando l'ho visto, tipo che quasi quasi esce in Italia, fra un po' (sì, non ci crederete mai, ma sì, verrà trasmesso su Fox a settembre, se le mie fonti non dicono panzane.

The Normal Heart


      


Teniamo in mente che la regia è di Ryan Murphy, chiamato dalla sottoscritta "Il Re Mida al contrario", se siete abbastanza furbi non avete bisogno di ulteriori spiegazioni, quindi guardiamo il film pensando a questa premessa basilare.

domenica 22 giugno 2014

The Amazing Spiderman 2 [Film]

Chissà se mi ricordo qualcosa, di questo film, visto che è passato più di un mese e mezzo da quando l'ho visto e ancora non l'ho recensito.

The Amazing Spiderman 2


                   

Ve lo dico da subito: io sono una grande fan dei primi Spiderman, quelli con Tobey Maguire, per intenderci. Anche se probabilmente lo siamo solo io e Maguire stesso.

Altra premessa, forse ancora più superflua della prima: ADORO Andrew Garfield e Emma Stone assieme.

venerdì 23 maggio 2014

Yves Saint Laurent [Film]

Ho scoperto in questi giorni che di biopic su Yves Saint Laurent ne sono stati prodotti due!
Però come tempistiche son stati poco furbi, a farli uscire a pochi mesi di distanza (un po' com'era successo per Coco Chanel qualche anno fa).

Ad ogni modo, quella che leggerete di seguito, è la recensione, pardon, commento di quello uscito qualche mese fa. Anche se recupererò sicuramente il secondo anche solo per Gaspard Ulliel (viva l'oggettività).



Tra cinema e moda c’è sempre stato un legame indissolubile che ha svariate sfaccettature: ispirazioni reciproche, contenuti, narrativa.
Quando parliamo di Yves Saint Laurent la connessione tra i due mondi possiamo inserirla nell’ultimo caso, ossia in quello della narrativa.
E quando c'è da parlare di questo legame io starei a discuterne per secoli.

sabato 11 febbraio 2012

A Few Best Men [Film]

Ah, sì, eccomi, scusate per il ritardo. (Avrei dovuto aspettare ancora un mesetto, almeno potevo raggiungere il traguardo di 12 mesi senza mettere dito qui sopra).

Questo post avrei voluto scriverlo circa una decina di giorni fa, giusto per fare la figa perché ho visto il film in anteprima. E' uscito ieri, quindi niente. E' inutile giustificarmi con pigrizia, influenza, aiuto compiti e compagnia danzante. Non l'ho fatto e stop.

Ok, torniamo sui binari.

A Few Best Men





Sorvoliamo elegantemente sull'adattamento italiano del titolo, che se ci penso mi viene da buttarmi dal Ponte di Mezzo, ora in questo momento (e vi assicuro che non è il massimo, visto che la Parma è ghiacciata). Mi rifiuto anche di menzionarlo.
Passiamo oltre: le motivazioni che mi hanno portato a vedere questo film sono molto alte: Xavier Samuel, che ovviamente non mi ha delusa, specie nella scena del rientro a Londra, all'inizio del film.
Che vi devo dire, da buona femministaluteroèmioemelogestiscoio, sono, onestamente, un po' restia ai film tutti al maschile... Ma questo mi ispirava particolarmente: sarà stato il lato B di SaverioSamuele, Olivia Newton John o la pecora, non lo so, ma volevo vederlo.

Abbiamo finito con i preamboli? Direi di sì.

Giudizio decisamente positivo: fino alla fine il film riesce a sorpredere. Ci si aspetta di vedere un addio al celibato epico, ma i danni effettivi sono fatti durante la cerimonia. "Un matrimonio indimenticabile" (cit.)

La contrapposizione tra le famiglie non poteva essere più forte: lui inglese, orfano: la sua unica famiglia sono 3 amici del tutto squinternati; lei australiana, famiglia bene, con un padre iperconservatore e grande autorità politica (anche se non manca la spina nel fianco: la sorella della sposa fintolesbica).
Si conoscono a Tuvalu, e subito arrivano le farfalle allo stomaco, non sanno neanche cosa abbiano studiato all'università, che decidono di mettersi l'anello al dito.
Mi vien voglia di raccontarvelo tutto, ma non mi sembra il caso, perché la sceneggiatura è ben strutturata ed è meglio andarlo a vedere, piuttosto che farvelo spiattellare dalla sottoscritta.
Sicuramente vi dico che le risate non si risparmiano, e nemmeno la suspance... proprio fino alla fine!
Gli ingredienti, comunque ci sono tutti: droga, alcol, ex fidanzate e pecore!

Menzione d'onore ad Olivia Newton John, la amo come il primo giorno, quando ancora era Sandy e non una maschera deforme di botulino: è lei la vera anima della festa.
Altra menzione particolare: Steve la Marquand, alias Ray, alias lo spacciatore, alias eh no, non ve lo posso dire. Personaggio aulico.

Stringata come al solito, vi lascio col mio consiglio "andate al cinema", e spero che non passi un anno dal mio prossimo post, au revoir.

mercoledì 23 marzo 2011

The Social Network [Film]

Altro film candidato a numerose statuette agli Academy Awards per questo post.
Praticamente il favorito assieme a The King's Speech.

E qui apro una breve parentesi-lecchinaggio al Festival del Cinema di Roma: ennesimo film presentato al festival, ennesimo clamoroso successo, soprattutto quando parliamo di riconoscimenti ufficiali (leggi anche: Juno e Up In The Air - Tra Le Nuvole, giusto per citarne due a livello internazionale oppure L'Uomo Che Verrà in ambito italiano). Giusto per confermare varie tesi dei nostri "politicanti", che Veltroni ha messo su sto "baraccone" giusto per buttare soldi pubblici. Ma, lasciamo stare, o altrimenti ci addentriamo in un campo minato.

The Social Network




Regia di David Fincher e tra i protagonisti troviamo Jesse Eisenberg (Mark Zukerberg), Andrew Garfield (Eduardo Saverin) e Justin Timberlake (Sean Parker).

Ammetto che già dai primi 15 minuti di film, avrei voluto avere per le mani Zuckerberg, e non certo per fargli i complimenti. E direi che questo mood si è protratto per i resto del film.
Che Mr. Facebook non avesse tutte le rotelle a posto lo avevamo già capito da un pezzo, e questo film ne è l'ennesima riprova.

La pellicola è girata magistralmente, e la sceneggiatura è decisamente solida. Ho apprezzato molto fotografia e score (contenta dell'Oscar, per questo motivo - ma sono anche di parte, Creep è la mia canzone preferita in assoluto).
Molto bravi anche gli attori, anche se ho una domanda, ma Zuckerberg ce li ha i denti? Per questo non sorride mai? Oppure dopo Adventureland assieme, Eisenberg è stato colpito dalla sindrome della monoespressione, conosciuta anche come sindrome di Kristen Stewart? Propendo più per la prima ipotesi, altrimenti non l'avrebbero candidato praticamente a tutti i premi cinematografici del globo, Academy compresi.

E' piuttosto lampante che mi sono fatta un quadro abbastanza negativo di MZ, che in fondo rappresenta l'anima del post adolescente medio, nonostante il QI attesterebbe diversamente: non importa se hai cervello, basta che sei "figo". E' comunque riuscito ad emergere dalla mediocrità, diventando un Paperone degno di nome, ma a che prezzo? Cosa ti serve avere montagne di denaro, se poi sei fondamentalmente solo?
E soprattutto, quanto sei triste a mettere su un apparato del genere "per dispetto"?
E' proprio l'idea di fondo, quella che ha dato l'input a tutto questo amba aradam: il senso di inadeguatezza verso una ragazza; ma non solo, quello che l'ha spinto ad andare avanti: l'invidia verso il migliore amico (per una confraternita, ma siamo seri?). Molto probabilmente tutti questi miei dubbi sono dovuti al fatto che sono totalmente estranea ad i meccanismi dei college americani e di tutto il loro contorno. Sarà. Ma a me tutto questo mette tristezza e mi chiedo: ma la mia generazione è davvero così vuota?




giovedì 10 marzo 2011

The King's Speech [Film]

Il post di oggi è un po' impegnativo.
Film che ha avuto 12 nomination agli ultimi Academy Awards, e ha vinto 4 statuette tra le categorie più importanti: Best Picture (Miglior Film), Best Director (Miglior Regia) per Tom Hooper, Best Leading Actor (Miglior Attore Protagonista) per Colin Firth e Best Original Screenplay (Miglior Sceneggiatura Originale) per David Seidler.

The King's Speech






Amo Colin Firth. Amo Helena Bonham Carter. Amo la Gran Bretagna. Amo le biografie. Amo i film storici.
Direi che le premesse per vedere questo film c'erano tutte. Aggiungete il fatto che è uno dei film più premiati della stagione ed il quadro è completo.

Premessa: secondo la mia personalissima e banalissima opinione questo film deve essere visto necessariamente in lingua originale. Per i non ferratissimi in inglese, ci sono sempre a supporto i sottotitoli (io l'ho visto coi sottotitoli, ma per la mia media conoscenza della lingua, era piuttosto comprensibile anche senza). Ho imparato ad apprezzare la visione dei film in lingua originale grazie al Festival del Cinema di Roma, ora per quanto mi sia possibile e se la mia somma pigrizia si mette un po' da parte, cerco di guardare film e telefilm non doppiati.

Perché è necessaria la visione in lingua originale? Perché tutto il film è incentrato sulla parola. Sui discorsi.Ed è francamente inutile vedere un film come questo, doppiato. Il problema su cui ruota tutto il film è la balbuzie del duca di York, Alberto, padre della futura Regina Elisabetta II, che si ritrova, suo malgrado, monarca dell'Impero Britannico (Giorgio VI) nel periodo più delicato della storia inglese degli ultimi 100 anni. Per affrontare questo problema, dopo vari tentativi, si affida al logopedista australiano Logue. Che con vari metodi, anche un po' particolari, riesce ad aiutare Alberto, Bertie, ad affrontare questo grosso ostacolo. E' piuttosto chiaro quindi, il motivo di questo mio "consiglio".

Mi è piaciuto il film? Decisamente sì. Il ritmo non è certo impetuoso, anzi. Però io l'ho trovato adeguato. Come adeguata è la fotografia. Ogni tanto mi prende la nostalgia per qualche oldies, e questo film ne è un ottimo esempio.
Ho adorato Colin Firth, che ha strameritato l'Oscar. Ho adorato Helena Bonham Carter, e mi dispiace che lei non l'abbia vinto. E mi è piaciuto anche Geoffrey Rush.
Insomma, per quanto mi riguarda, un prodotto ben confezionato.

Ho veramente ben poco da aggiungere ad un film che parla tutto da sé.

domenica 6 marzo 2011

Burlesque [Film]

In questi ultimi sette giorni sono riuscita in un'impresa per me piuttosto titanica: guardarmi in santa pace tre film. In effetti per un'ex studentessa del DAMS, tre film in una settimana sono decisamente pochini, anzi, alla stregua dell'angolo della vergogna; ma tra pigrizia, cazzeggio internettiano, alcuni piccoli impegni fuori casa, l'impegno con Twilight Fans Italia, e il fatto che voglio vedere un film come si deve e non così tanto per, non mi regalo mai quelle due ore per poterlo fare.

Il primo dei tre della serie è stato Burlesque.




Nel cast appaiono Christina Aguilera, Cher, Cam Gigandet, Stanley Tucci e Kristen Bell. Regia di Steve Antin. Sceneggiatura di Steve Antin, Susannah Grant, Keith Merryman.

Da quando ho iniziato a sentirne parlare, mi sono subito incuriosita.
Conosco il Burlesque come forma di spettacolo spogliarello e non mi dispiace. Amo i film che hanno una gran dose di musica e danza (non li chiamerei propriamente musical, forse perché il mio concetto di musical è altro, tipo Evita, che però non reggo molto bene). Eh sì, dai, diciamolo... c'è anche Cam Gigandet, non facciamo gli ipocriti, via!

Ero quindi partita con grosse aspettative, che però sono state abbastanza deluse.
Nulla da dire su musiche, coreografie e costumi (e io sono una che ci tiene parecchio a questa categoria), che sono stati decisamente all'altezza. Colori della fotografia niente male.

Però però però. Il resto praticamente inconsistente. La trama piuttosto banalotta, con questa ragazza della provincia che arriva a Los Angeles per sfondare e che "Oh, ma guarda canta e balla in maniera divina, chissà dove avrà imparato? In mezzo alle mucche?", lascia tutti a bocca aperta e diventa la star del locale in un nanosecondo. Poi, of course, la ragazza che si innamora del barista figaccione che in realtà è un musicista frustrato perché nessuno gli pubblica il materiale, ma attenzione gente!, ovviamente lui è fidanzato, ma lei è a New York e lo tratta male. Che altro? Ah, sì, il locale è sull'orlo della bancarotta ma la proprietaria non vuole cedere al megamilionario perché questo è un brutto cattivone. Ma il brutto cattivone fa pure il mollicone con le ragazze di punta del Burlesque Lounge: Kristin Bell prima e la Aguilera poi. Ovviamente la ex star è una stronza patentata e pure alcolizzata che odia la nuova arrivata. Insomma un calderone di ovvietà tutte più o meno prevedibili. Non vi dico come finisce, ma tanto l'avrete capito da soli.
Dopo averlo visto, infatti, mi sono domandata come cavolo abbia fatto ad essere candidato ai Golden Globes (certo, hanno candidato The Tourist, direte voi, poteva starci la qualunque).

Non lo sconsiglio in toto, però diciamo che mi aspettavo molto meglio. Quando avete un'ora e mezza in più che non sapete come occupare, dateci un'occhiata, e poi mi fate sapere.

Ps: Sì, Cam Gigandet, almeno lui, non ha affatto deluso.

venerdì 25 febbraio 2011

Julie & Julia - Julie Powell [Libro]

Ok, ok lo ammetto: questo libro mi ha dato l'input per aprire questo blog. E' stata una sorta di "spinta".



Ma parliamo del libro...

Ho scoperto questa storia grazie al film di Nora Ephron con Meryl Streep nel ruolo di Julia Child ed Amy Adams in quello di Julie Powell; all'incirca un anno e mezzo fa, in occasione del Festival del Cinema di Roma.
Tendenzialmente sono curiosa nel raffrontare libro e film, e questo è stato uno degli innumerevoli casi.
Mi dispiace che sia passato così tanto tempo, ma se dovessi dar retta alla mia wishlist dei libri, non basterebbe una vita, quindi l'ho sacrificato fino ad ora per altri.

Perdonate la piccola divagazione, ma questo aneddoto merita di essere raccontato.
Dopo il mio trasferimento a Parma, ho ripreso la vecchia abitudine di fare incetta di libri in biblioteca (principalmente la Civica, ma ogni tanto anche alla Balestrazzi o la Guanda). Spulcia spulcia, trovo il nostro Julie & Julia alla Guanda ma era fuori in prestito, rientro previsto 20 Ottobre 2010. Ok, aspettiamo.
E' il 22 Novembre, ed il libro non è ancora stato restituito, bene, decido di prenotarlo...mi arriva niente popò di meno che...il 25 Gennaio!!!
Detto ciò, ecco la morale: siate rispettosi! Restituite in tempo i libri in biblioteca, sono un bene di tutti quanti e non un privilegio! Fine.

Di cosa parla? Di un'impiegata pubblica texana che vive a New York, vicina ai 30 anni che vuole trovare uno scopo, un obiettivo nella sua vita. Quale troverà? Cucinare tutte e 524 ricette del libro L'Arte della Cucina Francese di Julia Child per poi farne un resoconto su un blog, giorno per giorno, per un anno.

Fatte queste premesse, ecco cosa mi ha colpito di più del libro: il burro. Sì, il burro. La prima cosa che mi sono chiesta quando ho finito di leggere è stata: ma le analisi del sangue dopo l'anno di ricette, se le sono fatte? Al posto di vene ed arterie, queste due persone, hanno tubi di acciaio inox? Il fatto che l'unità di misura delle quantità di burro fossero panetti e non grammi, mi ha un po' inquietata (un'altra cosa che mi ha inquietata, no anzi, sconvolta, è l'aver scoperto che negli Stati Uniti esistono le confezioni di panna da cucina da 3 litri).
Poi è scattato l'inevitabile confronto col film. Di solito nella trasposizione ci si perde per strada, questo è uno dei rari casi dove l'adattamento non è poi così malvagio, nonostante il quasi stravolgimento del libro.
Ho amato molto Julie, in tanti aspetti mi ci sono anche ritrovata. L'ansia dei 30 che arrivano e i bilanci che si iniziano a fare li trovo tremendamente vicini a me.
Il voler imbarcarsi in un progetto, darsi uno scopo, anche piccolo, non trascendentale, per dare un po' di senso alla propria vita, essere insicura e combinare pasticci: sono tratti in cui mi rivedo.
Io spesso e volentieri parto in quarta nel voler fare qualcosa e poi spesso e volentieri abbandono dopo poco.
Le invidio molto il marito. Una gran pazienza quell'uomo! E poi a trovarlo uno che ti aiuta nelle faccende di casa!
Una cosa mi rattrista: il pessimo quadro che si fa di New York. E' vero, io non ci sono mai stata e molto probabilmente quella che ho io in testa è un'immagine idealizzata e un po' troppo da Sex and the City, ma davvero fa così schifo? No, ditemi che non è così.
Direi che mi è piaciuto. Mi ha tenuto compagnia durante l'influenza e poi è proprio quel genere di racconto molto realistico che mi prende molto (sì, è un'autobiografia. Fondamentalmente mi piace farmi gli affaracci degli altri). Divertente, buffo ma fa anche riflettere.

Consiglio: Leggetelo! :)