mercoledì 23 marzo 2011

The Social Network [Film]

Altro film candidato a numerose statuette agli Academy Awards per questo post.
Praticamente il favorito assieme a The King's Speech.

E qui apro una breve parentesi-lecchinaggio al Festival del Cinema di Roma: ennesimo film presentato al festival, ennesimo clamoroso successo, soprattutto quando parliamo di riconoscimenti ufficiali (leggi anche: Juno e Up In The Air - Tra Le Nuvole, giusto per citarne due a livello internazionale oppure L'Uomo Che Verrà in ambito italiano). Giusto per confermare varie tesi dei nostri "politicanti", che Veltroni ha messo su sto "baraccone" giusto per buttare soldi pubblici. Ma, lasciamo stare, o altrimenti ci addentriamo in un campo minato.

The Social Network




Regia di David Fincher e tra i protagonisti troviamo Jesse Eisenberg (Mark Zukerberg), Andrew Garfield (Eduardo Saverin) e Justin Timberlake (Sean Parker).

Ammetto che già dai primi 15 minuti di film, avrei voluto avere per le mani Zuckerberg, e non certo per fargli i complimenti. E direi che questo mood si è protratto per i resto del film.
Che Mr. Facebook non avesse tutte le rotelle a posto lo avevamo già capito da un pezzo, e questo film ne è l'ennesima riprova.

La pellicola è girata magistralmente, e la sceneggiatura è decisamente solida. Ho apprezzato molto fotografia e score (contenta dell'Oscar, per questo motivo - ma sono anche di parte, Creep è la mia canzone preferita in assoluto).
Molto bravi anche gli attori, anche se ho una domanda, ma Zuckerberg ce li ha i denti? Per questo non sorride mai? Oppure dopo Adventureland assieme, Eisenberg è stato colpito dalla sindrome della monoespressione, conosciuta anche come sindrome di Kristen Stewart? Propendo più per la prima ipotesi, altrimenti non l'avrebbero candidato praticamente a tutti i premi cinematografici del globo, Academy compresi.

E' piuttosto lampante che mi sono fatta un quadro abbastanza negativo di MZ, che in fondo rappresenta l'anima del post adolescente medio, nonostante il QI attesterebbe diversamente: non importa se hai cervello, basta che sei "figo". E' comunque riuscito ad emergere dalla mediocrità, diventando un Paperone degno di nome, ma a che prezzo? Cosa ti serve avere montagne di denaro, se poi sei fondamentalmente solo?
E soprattutto, quanto sei triste a mettere su un apparato del genere "per dispetto"?
E' proprio l'idea di fondo, quella che ha dato l'input a tutto questo amba aradam: il senso di inadeguatezza verso una ragazza; ma non solo, quello che l'ha spinto ad andare avanti: l'invidia verso il migliore amico (per una confraternita, ma siamo seri?). Molto probabilmente tutti questi miei dubbi sono dovuti al fatto che sono totalmente estranea ad i meccanismi dei college americani e di tutto il loro contorno. Sarà. Ma a me tutto questo mette tristezza e mi chiedo: ma la mia generazione è davvero così vuota?




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